Canarini: la figura del veterinario

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Tanto discusso tra gli allevatori di canarini, il veterinario, è certamente parte integrante di un sistema che ha bisogno da un lato dell’esperienza e delle capacità dell’allevatore e dall’altra una figura come il dottore veterinario che dia il suo contributo scientifico.
Statisticamente oltre il 90% dei laureandi in medicina veterinaria scelgono di specializzarsi in animali diversi dagli uccelli, forse per diverse opportunità future di lavoro, o forse per la maggiore popolarità che certamente hanno: cani, gatti, cavalli etc,
Ciò non significa che in Italia e all’estero non esistano degli ottimi veterinari, ma sicuramente rispetto ad altri animali c’è una scelta limitata dato dal minor numero in ragazzi che diventano dottori avari.
In questo articolo ti voglio parlare di quanto sia importante avere un dottore di fiducia che segua il tuo allevamento e come gestire i rapporti tra la tua quotidianità ed appunto il lavoro che il veterinario può svolgere per te.

Ci tengo a riportare una frase che un caro amico mi disse: “Angelo il primo veterinario dell’allevamento è l’allevatore”, A dirla tutta non ho mai dato troppo peso a quest’affermazione, ma con il tempo ho compreso che il mio amico aveva pienamente ragione.
Infatti è chiaro che logisticamente un dottore non può stare con te in allevamento ogni volta che tu ne abbia bisogno, come chiaro è il fatto che ogni allevatore conosce croci e delizie del proprio allevamento, vivendo ogni giorno a contatto con i propri pennuti e conoscendone le caratteristiche genetiche e i comportamenti meglio di chiunque altro, anche del veterinario.
Ci sono però aspetti scientifici che un allevatore non può curare, e allora ecco che ci viene in aiuto chi ha studiato ed ha fatto della propria professione quella di analizzare, diagnosticare e curare un allevamento aviario, seguendone l’evoluzione ed il benessere generale.

Come detto, non è possibile, avere un dottore sempre dietro all’angolo pronto a farci visita, questo per 2 motivi principali, il primo è che molti allevatori hanno come veterinario di fiducia professionisti che vivono lontano dal proprio allevamento e quindi risulta molto difficile godere di visite frequenti, l’altro motivo è legato ai costi, un veterinario che ha studiato tanto con sacrifici e che deve sostenere se stesso e la propria famiglia, lo fa per guadagnare (ci mancherebbe) ed ogni visita tra “chiamata” ed analisi specifiche ha un costo considerevole (le tariffe, come normale che sia, variano da professionista a professionista e tengono conto del lavoro svolto dal dottore e da terzi a cui il veterinario può affidare parte del proprio lavoro).
Per questi motivi è buona norma decidere quando sfruttare l’opportunità di chiedere un parere scientifico.
Personalmente, insieme a mio padre, avendo un dottore che vive a oltre 700 km dal nostro allevamento, optiamo per far visitare di persona il nostro aviario una volta l’anno, generalmente nel periodo a ridosso della riproduzione, e poi valutiamo dove necessario di spedire a mezzo posta materiale da analizzare.
A proposito di spedizioni, il tuo veterinario ti dirà il modus operandi, per far si che i campioni da analizzare viaggino in maniera adeguata per essere appunto analizzabili, ma ti assicuro che grazie alla possibilità di spedizioni veloci è possibile spedire feci, carcasse e tutto ciò che serve al dottore per approfondire.

E’ fondamentale però che vi sia collaborazione e fiducia reciproca, questo perchè il lavoro del veterinario senza la collaborazione dell’allevatore può risultare difficile ed a volte quasi inutile nella risoluzione di problemi.

Perchè, tornando alla frase del mio amico, noi conosciamo il nostro piano alimentare, sappiamo la storia genetica del nostro ceppo, sappiamo quali tare genetiche i nostri canarini hanno nel loro bagaglio e siamo a conoscenza di un’infinità di informazioni che il nostro veterinario, quanto attivo possa essere, non può conoscere o conosce solo in parte.

Esistono molteplici malattie in campo aviario, così come molteplici sono le analisi che è possibile richiedere, o che lo stesso veterinario ti consiglierà, tra queste vi sono: analisi delle feci, tamponi cloacale ed orofaringeo, analisi della carcassa dell’animale, analisi della qualità dell’aria, dei suoni e dell’intensità di luce, ma queste sono solo parte di ciò che un veterinario può analizzare del nostro allevamento.

Soprattutto quando si parla di virus, ed in questo periodo se ne parla tanto non solo in canaricoltura, il tempestivo intervento di un dottore veterinario può fare la differenza nel tamponare e controbattere la malattia.
I maggiori virus che ultimamente sempre più colpiscono la canaricoltura sono: il Diftero-Vaiolo, il Circovirus ed Il Polyomavirus che, ahimè spesso, causano la decimazione dei soggetti in allevamento, ma non sono da sottovalutare malattie protozoaria come la Coccidiosi o batteriche come la Mycoplasmosi (ma di queste patologie ti parlerò in un altro articolo, non perdertelo mi raccomando).
Spesso quando ci troviamo in problematiche di questo genere, il solo allevatore può davvero poco, perchè spesso hanno sintomatologie simili e perchè le cure specifiche, in un errata diagnosi, potrebbe fare ancor più danni della malattia stessa.
E allora ci serve il veterinario, una persona che ci dia risposte certe o quasi, dettate da un lato dalle competenze in medicina veterinaria e dall’altra dai mezzi che un dottore ha a disposizione per diagnosticare un problema e prescrivere una cura appropriata.

Oggi invece, paradossalmente, la maggior parte degli allevatori non ha un veterinario di riferimento, ed ancor più paradossale, è il fatto che, usufruisca di questa figura, chi invece ha un canarino da “compagnia” in cucina o fuori al terrazzo.
Certamente è comprensibile, la signora che vede il proprio canarino stare male e chiama il veterinario, non avendo esperienza in merito, meno comprensibile è l’atteggiamento di chi possiede un allevamento di canarini e pensa di non avere bisogno della scienza (tanto non serve!), e spesso non è nemmeno un discorso economico ( si spende più nel curare che nel prevenire) ma è proprio una questione di mentalità mista ad un ego che ingigantisce il proprio sapere e rimpicciolisce l’utilità di un veterinario, dando vita a preparazioni per le cove fatte di antibiotici a random, e cure “fai da te” lette in qualche sito internet o pagina social.

Quindi in conclusione, ti suggerisco, di guardarti intorno e scegliere un veterinario a cui affidare la salute del tuo allevamento, una persona capace, specializzata e disponibile, ti assicuro che ne vale davvero la pena!

Anche questo articolo finisce qui, ma ci risentiremo presto sul mio Blog, mi raccomando continua a seguirmi e non te ne pentirai, ciao!!!
Angelo Cremone


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