Il canarino domestico: origini, alimentazione, gabbia, canto e riproduzione

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Il canto, i colori, le movenze, sono parte delle caratteristiche che spingono una famiglia ad accogliere un canarino in casa, parliamoci chiaro, accudire un canarino non è minimamente paragonabile ad avere un cane, ma nelle sue piccolezze anche il canarino riesce ad interagire essendo dotato di una propria intelligenza.

Non ti farà le feste quando entrai a casa, magari non ti riporterà la pallina come fa il tuo cagnolone, ma ti assicuro che, qualora capiti, il tuo canarino ti manderà dei messaggi, attraverso il canto e gli atteggiamenti che mostrerà quotidianamente

Ad esempio se il tuo canarino sarà felice ed in forma lo vedrai cantare senza sosta, se starà male si appallottolerà, oppure se il tuo canarino avrà fame lo vedrai beccare dappertutto ed essere irrequieto, ma questi sono solo parte dei tanti segnali che ogni giorno il tuo pennuto cerca di manifestare.
In quest’articolo ti spiegherò quali sono le origini del canarino domestico, qual è la giusta alimentazione nei vari periodi dell’anno, qual è la giusta gabbia ed in che ambiente collocarla, ti parlerò del canto del canarino e della riproduzione (si hai capito bene, ti aiuterò affinchè avvenga il miracolo della vita).
Tieni ben presente, che io allevo insieme a mio padre, mediamente 200 coppie l’anno, e come puoi ben comprendere è completamente diverso che tenere un canarino in casa, ma fidati ho due obiettivi con questo articolo, il primo è far stare bene il tuo o i tuoi canarini, ed il secondo è farti appassionare al punto tale che tu possa passare da accudirne qualcuno ad allevare tanti canarini.

Quindi prenditi qualche minuto e continua a leggere.

Le origini del canarino.

Gruppo di canarini lipocromici gialli

Il canarino appartiene alla famiglia dei fringillidi, al genere serinus ed il suo nome scientifico è serinus canaria, e da come si può intuire dal nome, ha origine dalle Isole Canarie, dove nel XIV secolo, l’esploratore normanno Jean de Bethencourt sotto il comando del re spagnolo Enrico III di Castiglia, approdato nelle isole della Macaronesia, scoprì questi graziosi uccellini ed iniziò ad importarne un gruppo in Spagna, grazie soprattutto alla loro indole tranquilla fù possibile iniziare ad addomesticarli in gabbia.
Dato il fiorente mercato che avevano questi nuovi uccelli, la Spagna iniziò a commercializzarli e quindi a favorirne l’espansione anche ad altri popoli.
La leggenda narra di una nave spagnola con una grossa quantità di coppie di canarini, che naufragata vicino l’Isola d’Elba, diede il là all’espansione in tutto il continente europeo, ovviamente trattandosi di una leggenda è da prendere come tale.
All’inizio i canarini erano allevati soltanto dall’alta borghesia, mentre negli anni a venire, iniziarono ad espandersi anche agli altri ceti sociali.
La continua selezione ha dato vita a decine di razze tutte con caratteristiche ben distinguibili tra loro, ed ad oggi possiamo racchiudere le tante razze, in 4 macro-categorie ovvero: canarini di colore, canarini di forma e posizione lisci, canarini di forma e posizione arricciati e canarini da canto.

Numerose sono le manifestazioni organizzate in tutto il mondo, così come sono numerose le federazioni nazionali che ne tutelano salute e standard tutte riconosciute dalla C.o.m. (confederazione ornitologica mondiale), ma di questo te ne parlerò in un altro articolo.

L’alimentazione

Cosa mangia un canarino?

Per rispondere a questa domanda, c’è bisogno che tu sappia quali sono le principali fasi della vita di un uccellino, dove c’è bisogno quindi di una piccola variazione della dieta, cioè: riproduzione e muta.

La differenza sostanziale che c’è tra questi due periodi, è data dai diversi nutrienti di cui ha bisogno il canarino. Infatti se durante la riproduzione ha bisogno di maggiori proteine (per l’accrescimento della prole), durante la muta necessita di più minerali, vitamine e grassi (per favorirne il ricambio del piumaggio ed il benessere in un periodo davvero difficile per le difese immunitarie basse).

I canarini sono granivori, ma non disdegnano di verdure, il seme principale alle base della sua dieta è la scagliola, che grazie ai suoi valori nutrizionali riesce da sola a far vivere bene un canarino.
Io adopero tutto l’anno solo scagliola, ma è vero che, tra tanti altri allevatori, c’è chi usa un misto di semi, prevalentemente fatto di: scagliola, niger, canapa e perilla, ognuno fa di testa propria anche in base alle caratteristiche genetiche e dell’allevamento.

Io ti consiglio di optare, per il tuo canarino, per la sola scagliola, questo perchè incappare in semi di scarsa qualità è davvero facile per un allevatore sportivo, figuriamoci per chi compra i semi al supermercato.

Altro alimento molto gradito ai canarini è il pastoncino, che non è altro che un biscotto tritato arricchito di vitamine e altri elementi nutritivi.
Esistono 2 tipi, quello secco e quello morbido, la differenza sta nella quantità di grassi presenti al suo interno, ed è normale che il canarino preferisca quello più grasso, ma fai molta attenzione perchè a lungo andare potrebbe provocare problemi, quindi ti consiglio di optare per un semplice pastoncino secco da somministrare 3/4 volte a settimana in aggiunta alla dieta base fatta di scagliola.
Si sa che vedere beccare un canarino è una soddisfazione, per questo puoi somministrare 1/2 volte a settimana frutta o verdura, non esagerare altrimenti potrebbe causare un’enterite data la grande presenza di acqua all’interno degli alimenti.
Come frutta, a mio avviso la migliore è la mela, somministrata in piccolissime quantità e non più di 1/2 volte a settimana, in alternativa come verdura è possibile adoperare: il cetriolo o la zucchina, che grazie ai minerali ed alle vitamine al proprio interno possono dare una mano al benessere del tuo canarino, anche riguardo la verdura è bene non esagerare con le quantità.

A mio avviso questa è una buona dieta per un canarino che deve stare in gabbia e che quindi non brucerà tante energie, integratori e vitamine varie lasciale stare, sarebbero solo uno spreco di denaro, il tuo canarino ha già tutto quello di cui il suo organismo ha bisogno.
Il discorso cambia se parliamo di canarini in fase di riproduzione, tante famiglie a cui ho dato canarini, mi telefonano dicendo: “Angelo sono nati i piccoli, che bello, ma adesso cosa gli faccio mangiare?”

Sappi che l’accrescimento della prole è gestita dalla canarina o dalla coppia di canarini, che in autogestione, accudiscono ed alimentano i pulli nati (i pulli sono i canarini appena nati).
Ovvio che a te toccherà, mettergli a disposizione gli alimenti necessari per far crescere la prole, e se ricordi cosa ti ho detto precedentemente, durante la riproduzione i canarini necessitano di un apporto proteico maggiore.

In tuo aiuto viene quello che per me è l’alimento principe per quanto riguarda le proteine, ovvero l’uovo. Infatti date le nobili proprietà e l’alta assimilabilità, l’uovo “sodo” rappresenta la migliore scelta su cui optare.
Basta farlo bollire per 20 minuti, aspettare che si raffreddi, e somministrarne una piccola quantità tale e quale, oppure in alternatica è possibile tritarlo ed aggiungerlo al pastoncino secco.
Fai attenzione, siccome la riproduzione avviene in periodo dove le temperature iniziano a salire, è buona norma sostituire quotidianamente l’alimento con altro appena fatto, così come è bene sostituire l’accessorio che lo conteneva, questo perchè il rischio di muffe è davvero alto.

Un bellissimo nido con canarini pronti all’involo (allevamento F. Lepore)

Una volta che i pulli sono arrivati ai 6/7 giorni, non prima, puoi iniziare a mettere a disposizione una piccola quantità di mela (anch’essa sostituita quotidianamente) e somministrarla fino a quando i piccoli inizieranno a mangiare autonomamente e ad essere pronti per lo svezzamento, che normalmente avviene attorno al 28° giorno di vita.

Agli stessi canarini, ormai svezzati, è bene continuare a dare l’uovo sodo per un’altra ventina di giorni, per poi passare al solo pastoncino, che dato l’imminente arrivo della muta e del freddo può essere ammorbidito con olio di girasole, io preferisco un secco ammorbidito da me, che un morbido.

Come vedi è davvero semplice gestire l’alimentazione di un canarino o di una coppia di canarini, e fidati, per esperienza vissuta è proprio la semplicità a dare spesso i migliori risultati.

La gabbia

La gabbia adatta per ospitare un canarino non dovrebbe essere inferiore ai 45 cm di larghezza, 35 cm di altezza e 35 cm di profondità, questo per permettere allo stesso canarino di poter avere un minimo di mobilità e soprattutto poter fare ciò che più a lui piace, cioè volare.
Evita altalene e altri accessori più scenici che altro, posiziona due posatoi ad un altezza centrale della gabbia, con almeno 10 cm di distanza tra i due, opta per una gabbia con griglia che divida il fondo dal canarino, per il resto colori e forme li lascio scegliere a te.

Canarino Gloster corona (razza Inglese)

Importante è dove posizionare la gabbia, infatti devi sapere che i canarini non soffrono il freddo, ma soffrono le correnti d’aria, amano stare sempre allo stesso posto e non essere continuamente spostati, e soprattutto preferiscono un ambiente dove non vi sia una continua variazione della luce.
Se tieni il tuo pennuto in cucina, sappi che ahimè, è il posto meno adatto della casa, questo perchè potrebbe soffrire le emissioni dei fornelli ed il continuo accendere e spegnere delle luci.
Soprattutto non fare l’errore che fanno in tanti, cioè mettere l’uccellino fuori d’estate e dentro d’inverno, seppur può sembrare logico, non lo è, infatti il continuo cambio di habitat del canarino sarà una grande fonte di stress.
Quindi ricapitolando, trova un luogo dove non ci siano correnti d’aria, dove sia al riparo dai predatori, e dove soprattutto possa stare per l’intero periodo dell’anno.

Il canto

Sentire cantare il proprio canarino ci rende fieri, oltre a farci compagnia vero?
Devi sapere che quando un canarino canta significa che è in ottima salute, è quindi un segnale che certifica che il tuo amico alato è in perfette condizioni, infatti è improbabile sentire cantare un canarino durante una fase di malessere.
Ci sono periodi però in cui il canarino non canta, ma non per forza c’è da preoccuparsi, infatti durante la muta e nel momento in cui è posto con la femmina, l’uccellino tende a cantare meno e con meno forza, ma come ti ho detto stai tranquillo, è normale.
Se vuoi sentirlo cantare a squarciagola, ti dò una dritta: accendi la Tv oppure lo stereo, lui stimolato inizierà a cantare, cercando di sovrastare il suono derivante dalle attrezzature che hai avviato.

La riproduzione

Questo è sicuramente il periodo dell’anno più emozionante per un allevatore di canarini, e lo è anche per una famiglia che vede nascere i piccolini.
Durante questa fase che avviene generalmente tra Gennaio e Luglio, i canarini hanno bisogno di tranquillità e di tutto il necessario per la nidificazione, la deposizione ed il successivo accrescimento della prole.
Inizierai ad accorgerti che la femmina vuole fare il nido, quando avrà atteggiamenti più irrequieti, inizierà a giocare con la propria coda o con quella del maschio, inoltre te ne accorgerai dalle effusioni del maschio e della femmina, sarà quindi il momento giusto per collocare il nido ed il materiale per la nidificazione (juta e ovatta).
Fatto ciò non resterà che attendere che la femmina faccia il nido ed inizi a deporre (generalmente una canarina depone dalle 3 alle 5 uova per covata per un totale di 3/4 covate), ogni giorno che depone un uovo andrai a prenderlo e sostituirlo con un uovo finto oppure con un fagiolo o qualsiasi cosa somigli ad un uovo, la canarina non si accorgerà di niente stai tranquillo. Arrivato al quarto uovo, potrai deporle tutte nel nido della femmina che inizierà a covare; questo meccanismo consente ai figli di nascere tutti allo stesso giorno ed evitare quindi una differenza tra il primo e l’ultimo nato.
Le uova in cova schiudono dopo 13 giorni (può verificarsi qualche giorno di ritardo), dopo di che, se tutto è andato per il meglio e soprattutto, se le uova sono fertili, vedrai i tuoi canarini nascere.
Una volta nati puoi adottare l’alimentazione che ti ho scritto sopra.

Non ti resta che dedicarti al tuo canarino, con amore e passione, e se hai qualche dubbio non esitare a contattarmi sarò felice di darti una mano.

Angelo Cremone

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