La quarantena nei canarini: come e quando metterla in atto.

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Benvenuto in un mio nuovo articolo, stavolta il tema che intendo trattare è la quarantena, un argomento di fondamentale importanza nella gestione di un allevamento di canarini, in questo mio nuovo post intendo spiegarti, secondo il mio punto di vista, quando bisogna attuare la quarantena e soprattutto come bisogna muoversi fattivamente per applicarla efficacemente.

Come nell’uomo, anche nei canarini la quarantena rappresenta un vero e proprio valore aggiunto nella prevenzione di patologie infettive o virali, così come nell’evitare di immettere parassiti (acari) all’interno del proprio locale di allevamento, oltre a rappresentare un pilastro per quanto riguarda l’aspetto gestionale di un allevamento di canarini.

Pensa per un attimo ad un aeroporto, dove le persone vengono controllate all’entrata e non all’uscita, la sicurezza dell’aeroporto ha interesse a non immettere, all’interno del circuito “sicuro”, materiali pericolosi, mentre non ha alcun interesse nel controllare i passeggeri che prendono la strada dell’uscita, tanto già sono stati controllati precedentemente dall’aeroporto di partenza.
Ora sostituisci all’aeroporto, il tuo allevamento, fatto di gestione, tecniche e di fondamentali equilibri interni, e soprattutto sostituisci alla sicurezza dell’aeroporto, te stesso. Ogni volta che si immette un canarino estraneo in allevamento, si espone l’intero aviario a rischio di contagio, questo deve esserti chiaro. Quindi proprio come il famoso aeroporto, é fondamentale controllare i soggetti che si intende portare nella stanza di allevamento perché ognuno di essi è un potenziale “portatore di problemi” più o meno gravi.

Ti consiglio quindi di avere un approccio pessimistico, questo ti porterà ad avere un maggiore livello di allarme nei confronti di tutto ciò che estraneo al tuo locale di allevamento, ciò non significa che tu debba avere paura o ansia, ma piuttosto che devi trattare i soggetti che entrano in allevamento come probabilmente problematici, senza sottovalutare la situazione o essere superficiale
Tra le regole di un allevatore responsabile c’è quella di “non immettere nel locale di allevamento gabbie, trasportini e accessori utilizzati o provenienti da altri allevatori senza una previa disinfettazione accurata degli stessi”, un esempio che mi salta in mente è l’amico che viene da te a prendere un canarino con la sua gabbietta, il tuo amico sarà certamente ben accetto ma la gabbia aspetta fuori, so che non è formalmente bella come cosa, ma ricorda, quella gabbietta rappresenta per il tuo allevamento una fonte di problemi e non puoi permetterti di portarla dentro.

Siccome di solito ad un problema cerco di dare una mia soluzione, in questo caso ti consiglio di spiegare cortesemente, al tuo amico, perchè la sua gabbietta (pulita o sporca che sia) non può entrare, anzi consiglia di fare lo stesso a lui, ti capirà, almeno lo spero.

Oltre a gabbie e accessori vari, come ti ho scritto prima, un’ altra occasione di rischio è rappresentata dai canarini che entrano in allevamento dall’esterno, per questo ti consiglio di ridurre al minimo il numero di soggetti estranei che entreranno nella tua stanza. Ciò significa: cerca di produrre i canarini che ti serviranno di balia (per esempio) , evitando di acquistarli, ed ancor più importante: non comprare per divertimento o per fare esperimenti, valuta bene se il rischio sanitario che corri è contro bilanciato dai benefici che il nuovo soggetto può apportare alla tua selezione. Acquistare un canarino di livello pari o inferiore a quelli che già possiedi (a meno che tu non compra per una questione genetica o per migliorare una caratteristica specifica) non ha senso, come si suol dire:”il gioco non vale la candela!”.
Allora ti chiederai: “caspita secondo Angelo non posso portare niente dentro”, non è proprio così, puoi inserire soggetti nuovi nel tuo allevamento, hai bisogno però di attuare una quarantena preventiva, cioè un lasso di tempo durante il quale i canarini che hai deciso di acquistare:

  • Sosteranno in un locale diverso dal tuo allevamento,
  • Alloggeranno in gabbie con accessori precedentemente lavati e disinfettati.
  • Saranno alimentati da una persona che non è frequentatrice del tuo allevamento, o da te stesso occupandoti dei quarantenati dopo essere stato nel tuo allevamento, a fine giornata.
  • Verranno monitorati durante il periodo di quarantena da te o da chi ti aiuta in questo compito.

Anche per quanto riguarda i canarini che ritornano da mostre, sono per te da trattare come non fossero tuoi (ritorna il pessimismo di cui ti parlavo), ed è quindi bene attuare la quarantena anche per loro, durante questo periodo dovrai osservare, o far osservare:

  • Se i canarini mostreranno qualsiasi segno di malessere o comportamento diverso dal loro solito.
  • Le feci dei soggetti in quarantena (consistenza, colore, odore)
  • L’addome, le zampe ed il becco dei canarini quarantenati.

Dopo 25/30 giorni, qualora il soggetto o il gruppo di soggetti precedentemente messo in quarantena, presenti buona salute generale e nessun comportamento “anomalo”, potrai portarli nella tua stanza di allevamento integrandolo al gruppo di canarini già presenti.

In realtà occorrerebbero analisi specifiche per infezioni e virus da parte di un veterinario, questo per escludere qualsiasi tipo di problema ed andare a scovare quelle patologie asintomatiche che sfuggono al tuo controllo; ma come dico sempre, i miei contenuti devono essere alla portata di tutti, anche di chi non può sostenere o non vuole affrontare il costo, più o meno alto, di un veterinario.

Leggi anche: Canarini: la figura del veterinario

Anche senza l’aiuto della scienza, controllando i soggetti in uno spazio diverso dal tuo locale di allevamento, limiterai le possibilità di contagiare i tuoi canarini da agenti esterni, che nella canaricoltura sono sempre dietro l’angolo.

Ti ricordo di disinfettare tutti gli accessori e le gabbie utilizzate per la quarantena, per questo puoi usare della normale candeggina, immergendo tutto ciò che hai da pulire in acqua e candeggina per 20 minuti, dopodiché potrai risciacquare e depositate o portare in allevamento il materiale pulito e santificato.

Per esperienza ho visto allevamenti affetti da patologie più o meno gravi, e nella grande maggioranza, gli allevamenti colpiti non adottavano alcuna forma di quarantena o prevenzione, inserendo soggetti provenienti da altri aviari o di ritorno dalle mostre, direttamente nella propria stanza, senza dar alcun peso al rischio sanitario.

Il motto prevenire é meglio che curare non sbaglia mai, ed anche nel mondo della canaricoltura la prevenzione rappresenta la prima vera cura ad eventuali problemi, che una volta contratti possono rivelarsi di difficile risoluzione.

Quindi non farti trovare impreparato, fai prevenzione e quando necessario attua la quarantena, a dirti grazie saranno i tuoi amici alati.

Questo articolo termina qui, con la speranza di esserti stato d’aiuto, ti do appuntamento al mio prossimo contenuto, mi raccomando non perdertelo e se non lo hai ancora fatto, ti invito ad iscriverti alla mia Newsletter per rimanere aggiornato su nuovi articoli e novità.

Se ti va scrivimi cosa ne pensi qui sotto, sarò felice di leggere il tuo parere, ciao!!!

Angelo Cremone

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6 Commenti

  1. Jean Pierre Kyrellos says:

    You’re great man! You have really everytime I read a nice topic to talk about with plenty of informations and details. Keep going!

    1. Angelo Cremone says:

      Thank you so much for your words I am pleased

  2. Bernardo Rossiñol Moll says:

    Muy acertado, mi enhorabuena Angelo

    1. Angelo Cremone says:

      Muchissima gracias

  3. Giuseppe de colle says:

    Ottimo lavoro, non sarà facile per tutti metterli in pratica.. ma di sicuro hai reso il concetto

    1. Angelo Cremone says:

      Grazie mille Giuseppe

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