Antibiotici ai canarini: ok ma solo quando servono !

Posted on

L’uso indiscriminato di antibiotici nell’allevamento di canarini è un problema reale e che i social hanno ampliato e di parecchio!

In realtà questa è una problematica che coinvolge non solo la nostra passione per i canarini, infatti anche noi essere umani adoperiamo spesso dei medicinali con troppa superficialità e con le controindicazioni che ne susseguono.

La visione di cura “smart”, la ricerca di risultati nel breve tempo, l’uso di medicinali laddove non necessari, hanno portato una fetta importante di canarini Italiani e non ad essere meno rustici con il tempo e soprattutto molto meno sensibili agli stessi antibiotici, ma di questo ne parliamo dopo.
Chi non ha mai sentito esclamare: “fare canarini ai giorni d’oggi è complicato”, affermazione veritiera, che a mio avviso trova risposta nell’aumento di consanguineità in alcuni casi, nell’uso di farmaci di massa in altri (oltre ad altre cause, di diversa natura, che hanno indebolito i canarini negli ultimi decenni).
Andiamo a vedere cosa comporta usare antibiotici senza criterio e cosa possiamo e dobbiamo fare prima di utilizzarli nell’allevamento dei nostri canarini.

Infiniti problemi, infinite soluzioni

Immagina di prendere un contenitore e di mettere al proprio interno 99 palline bianche (rappresenteranno i diversi antibiotici che hai a disposizione) ed 1 pallina rossa (rappresenta l’antibiotico alla quale il patogeno è sensibile, alias la tua salvezza!).

Metti una benda agli occhi (qui non si bara;) ) e pesca (rappresenta tu che utilizzi antibiotici senza criterio), avrai 1 possibilità su 100 di pescare quello che ti serve, certo potresti essere fortunato e pescare ciò che ti è utile (lo dovrai essere molto, vista l’unica possibilità) ma potresti non esserlo.

E cosa succede ogni volta che peschi la pallina sbagliata ed utilizzi un antibiotico non adatto?

All’inizio di questo articolo ti ho parlato della grande voglia di ottenere risultati tangibili nel breve tempo, l’altra faccia della medaglia è ciò che accade nel medio lungo termine in presenza di uno o più tuoi errori.

Parliamo allora di…

Farmacoresistenza, una brutta gatta da pelare

Dopo aver utilizzato svariati antibiotici e medicinali, decidi di contattare un veterinario perché non sai proprio come risolvere un problema che sta uccidendo i tuoi canarini e le tua voglia di allevarli, allora il dottore ti indica di fare delle analisi per capire il problema e l’eventuale soluzione (antibiogramma).

Di solito questo avviene in piena riproduzione, quando il tempo e poco e la situazione spesso già compromessa (ricorda prevenire è sempre meglio che curare!)

Se la risposta delle analisi è che la tua patologia è resistente a tutti o quasi gli antibiotici disponibili, sei letteralmente fregato! Te l’ho detta in parole povere, ma il succo del discorso è questo.

Non puoi nemmeno fare affidamento su una reazione “naturale” dei canarini, questo perchè i diversi antibiotici utilizzati precedentemente senza effetto, hanno decimato la flora batterica dell’organismo degli uccelli.

Su questo argomento voglio fare un inciso sul metodo “acqua ossigenata”, facendoti un esempio (lo sai mi piacciono, li utilizzo per farmi comprendere meglio). allora immagina una banca con 100 persone (rappresentano i batteri “buoni” della flora del canarino), aggiungi alla scena 5 sequestratori (rappresentano il tuo problema), ora pensa ad una guardia con un mitra che entra e spara a tutti senza criterio (rappresenta l’acqua ossigenata), uccidendo 95 persone e ferendone 5.

Ammesso che riesca ad eliminare tutti i sequestratori (sparando a caso non è detto!), ti faccio una domanda: pensi sia stata una buona scelta intervenire in questo senso?

La storiella che i batteri non sopravvivono in ambienti “ossigenati” è vera, ma questo vale non solo per quelli “negativi”.

Probabilmente l’uso dell’acqua ossigenata ti risolverà o quasi il problema, vedrai miglioramenti sin dai primi giorni, ma poi?

Chi ci dice che quel gruppo di canarini non avrà svariati problemi nel medio e lungo termine causati proprio da questo nostro intervento?!?

Quindi ti consiglio di lasciare stare, ed optare per scelte diverse.

Il problema dosaggi

Prendiamo ad esempio un antibiotico detto “a largo spettro” e molto utilizzato in canaricoltura, cioè: l’amoxicillina.

Il dosaggio per un essere umano normotipo (diciamo di 70kg.) è di 1 bustina da 1 gr. per 2 volte al giorno (di solito mattina e sera).

Quindi 2gr. x 70Kg al giorno

Facendo una proporzione con un canarino ( che ipotizziamo pesi 35 gr. per semplicità di calcolo, in realtà pesa meno), per sapere quanto antibiotico utilizzare facciamo un’equazione, ma prima passiamo kg. a gr. cioè 70*1000= 70 000 gr. (peso di un uomo di 70 kg.)

2 : 70000 = X : 35

Quindi:

2*35/70000= 0.001 (cioè un millesimo di grammo a canarino è la dose proporzionata a quella uso umano)

Vediamo invece come viene di solito utilizzato, cioè 1 gr. per 1 litro di acqua.

Per calcolare quanti canarini vengano coperti d 1 litro di acqua non è semplice, perchè ciò dipende da diversi fattori.

Ma mettiamo il caso che con 1 litro di acqua riuscissimo a far bere 40 canarini (cioè 0.25 per canarino), quindi:

1gr./40 canarini= 0.025 gr per canarino

Non tutta l’acqua verrà bevuta quindi, ipotizziamo che solo il 50% verrà consumata, quindi:

0.025/2= 0.013 (arrotondato per eccesso)

Confrontando quindi la quantità utilizzata per gli umani e quella utilizzata per i canarini, ovvero 0.001 e 0.013 risulta che l’antibiotico dato agli uccelli è 13 volte maggiore.

Incredibile vero? Si dovrebbe utilizzare 1 bustina da 1 gr. in 13 litri di acqua, ed il problema vero è che qualora si utilizzasse l’amoxicillina in questi dosaggi, sarebbe come dare acqua fresca ai canarini.

Questo ci deve far riflettere!

I consigli a “distanza”

Quando leggo di allevatori che cercano aiuto, postando una foto di un pullo di pochi giorni in difficoltà o un canarino con segni di malessere, e poi leggo sotto i commenti di “veterinari senza laurea” che consigliano antibiotici a go go, e risolvono problemi alla sola vista di una foto, mi cadono letteralmente le braccia!

Attenzione non sto dicendo di non aiutare chi è in difficoltà e magari a meno esperienza di noi, parlo dell’essere superficiali nel consigliare dei farmaci che nella maggior parte dei casi, faranno più danni della grandine, e a pagarne le spese sono dei poveri canarini che non hanno colpe.

Inoltre quando facciamo il nome di un medicamento, e lo associamo ad una patologia, veniamo letti da altre persone che seguono a loro volta un consiglio sbagliato, superficiale, “smart, innescando un meccanismo a catena che porta tante persone a fare gli stessi errori.

Io sono dell’opinione che quando si entra in determinati ambiti, c’è bisogno di chi si occupa di quella particolare situazione (nel nostro caso dottori veterinari), e che comunque se non si vuole o non si può interpellare uno specialista, bisogna essere responsabili delle proprie scelte, ricordando che non si sta tinteggiando una macchina (se non lo facciamo bene, non succede niente), nel nostro caso abbiamo a che fare con esseri viventi che hanno bisogno di un aiuto.

Anche perchè il benessere dei nostri canarini, di noi tutti, dipende dalla gestione globale dello stesso, dal metodo di allevamento che adoperiamo, da tanti fattori che devono, come un ingranaggio complesso, essere messi al punto giusto, per permettere all’intera macchina di camminare senza problemi.

Quindi quando hai un problema, prima di utilizzare antibiotici, chiediti: ma ho fatto tutto il resto nel modo corretto?

Leggi questo articolo sulla quarantena nei canarini: come e quando metterla in atto. troverai anche un video dove ti parlo di come mantenere “sicuro” il tuo allevamento di canarini da varie probematiche.
Ciao, ci vediamo al prossimo articolo

Angelo Cremone

0 Commenti

Lascia un commento

email non verrà pubblicata.